22 requisiti per l’accessibilità for Dummies – II parte
E ovviamente non ci lascia a secco e pubblica anche la seconda parte.
Non resisto, questo lo devo citare:
Tredici
Lo sapevo. CSS è per te così difficile da imparare che usi ancora le tabelle per il layout. Sei irrecuperabile. Per fortuna il legislatore ci ha pensato: se proprio vuoi usarle in modo improprio allora fallo, ma nelle tabelle di impaginazione non usare mai elementi e attributi propri delle tabelle dati: non scrivere mai immani scemenze come summary=”tabella di layout”, non inserire mai le celle di intestazione (th) e tanto meno gli attributi scope, id, headers ecc.
Ma davvero usi ancora le tabelle per il layout? Ho sentito che all’Ikea assumono, hai mai pensato di cambiar mestiere?
Grazie Marco ahahha!


















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23 Commenti
[...] II parte [...]
Molto interessante.. ma…. l’attributo ID lo trovo comodissimo però !!! =P
Hai ragione
. ID non fa nessun danno… da solo
. Adesso correggo. Tks!
accesskey (anche per navigare insieme ai onfocus) e l’uso quasi ossessivo di div dentro div dentro div dentro class etc etc
non li sottovaluterei!!
ciauz
[...] effetti l’attributo id di per se non è di certo dannoso, come sottolinea un commento su Italianwebdesign, ovviamente io mi riferivo all’uso in congiunzione con headers, improprio [...]
nella vita di uno sviluppatore web, specialmente all’inizio inizio, si usano le . Poi piano piano, e soprattutto scoprendo la comodità, si passa alle div. Credo che sia un passaggio importante.
Comunque sempre ottime queste pillole di saggezza ^_^
PRRRAAAA IO L’HO STAMPATO E L’HO APPESO IN UFFICIO AHAHAHAHAHAH! grande marco!
@krayen: sì, quasi tutti siamo incappati in questo errore, sta ora a noi insegnare alle nuove generazioni a partire direttamente dai div.
@Mauro: ma sai che è una buona idea? ahaha lo voglio fare anche io!!
Di solito chi inizia ad interessarsi all’html lo fa guardando delle guide gratuite sui dei siti. Ma in queste guide non si parla mai del non utilizzare le tabelle per il layout, come pure non si parla mai di accessibilità e di quali accorgimenti attuare.
Di conseguenza chi è agli inizi, se vuole sapere come davvero si crea un layout deve o scovare qualche sito in altra lingua o qualche sito in italiano ma che è specifico e parla solo di quell’argomento.
Insomma non esistono guide su internet che parlando di html, css, ecc., e che ti spieghino subito che i div vanno usati per un scopo, le tabelle per un altro e che se non segui quelle indicazioni alcune persone hanno difficoltà a navigare nel sito.
Chi si diletta a fare siti (non per lavoro) non credo comprerà mai dei libri che spieghino il tutto per bene. E chi per lavoro utilizza le tabelle, non lo fa perchè non è capace ad utilizzare i div, ma lo fa per far prima, tanto che ne capiscono i Clienti. Se questi chiedono un sito in Flash (che non è accessibile), figurati se sanno delle tabelle…
Ecco perchè ho creato italianwebdesign!
Ed ecco perchè sto qui!
alcune volte volte usare le tabelle è ecessario!
)
vedi dati lanciati lato server da una applicazione che non gestisce il designer!! In quesato caso bisogna renderle accessibili! e qui sono dolori perche , ripeto non tutti i browser vocali gestiscono gli attributi delle table nello stesso modo!
Altro discorso è fare un layout non table less…direi che in questo caso si parla di BANDITI!
Se quella di Marco é una provocazione, concordo.
Se quella di Marco é elenco convinto, non concordo. E non concordo per un cumulo di ragioni espresse altrove.
Magari Marco avrebbe dovuto indicare il target di questi requisti che é il campo dove lui maggiormente si muove, le Pubbliche Amminsitrazioni.
Il resto del web ha problemi che mal si adattano a soluzioni semplicistiche come elencate dalla Legge Stanca.
Un saluto.
semioticmonkey: io penso che l’accessibilità sia accessibilità, che tu la usi nei confronti della pubblica amministrazione, che per legge è obbligata, sia che la usi in un sito in cui si decide di applicare tutte le norme in materia. per gli altri “target” non è obbligatorio, ma se un’agenzia viaggi fa un sito accessibile è tanto di guadagnato!
Per chi è utile l’accessibilità dei siti?
- A chi non ha l’adsl (quindi bisogna realizzare siti leggeri);
- A chi usa un browser diverso da internet explorer (quindi adattare la struttura a tutti i browsers);
- A chi ha un PC poco “potente” (quindi utilizzare poche immagini, poco lo javascript e poco il flash, o per niente gli ultimi due);
- A chi per qualunque motivo non può usare il mouse (quindi inserire le accesskey);
- A persone ipovedenti (quindi permettere di ingrandire il testo e creare almeno una versione a contrasto elevato dei colori);
- A coloro che utilizzano dispositivi vocali o browser per i non vedenti ( presentare i contenuti in modo tale che anche senza i fogli di stile questi seguano un ordine chiaro;
Agli stranieri e a chi ha difficoltà con concetti difficili ( utilizzare un linguaggio non troppo complesso).
Queste cose credo dovrebbero valere per tutti i target di persone: che sia un sito per giovani, per adulti, per donne, per uomini, di politica, di attualità, di viaggi, o di altro… ci sarà sempre chi non ha adsl, chi usa un browser diverso, chi ha il pc a carbone, chi ha problemi di vista, chi è non vedente, ecc… no? O_o
@Lauryn: Confermi quanto da me affermato. Tu pensi a determinati target perché lavori con questi e solo con questi. Io che lavoro con aziende da 40 milioni di euro di fatturato annuo ed oltre ho altre preoccupazioni.
@Angelikus: rileggiti le norme sulla accessibilità. Mi sa che stai facendo un pò di confusione.
Semioticmonkey, ho letto anche il tuo blog, e nello specifico il post dove parli dei 22 requisiti di accessibilità, quindi quando parli di confusione non posso fare altro che sorridere.
io ho letto l’articolo di semioticmonkey.
alcuni punti di vista sono condivisibili, certo è che l’articolo che ha scritto è un papiro e non sempre molto chiaro, i concetti, i termini tecnici e le metafore sono spesso ridondanti e non so fino a che punto efficaci.
bertoni parla ad un pubblico a cui servono informazioni semplici e chiare. sta poi al designer approfondire e materialmente mettere in pratica (o meno) i requisiti. a seconda del target o di quel che vuoi…
insomma, si sta facendo una condanna e una mega riflessione sulla legge Stanca che è fuori luogo.
I gruppi di lavoro sulla legge esistono, se semioticmonkey sente di poter dire la sua deve far capo all’Iwa e non al nostro povero marco che è un esperto di accessibilità e voleva solo rendere un servizio al web.
@Lauryn: due chiarimenti:
a) non si sta facendo alcun processo ad alcuno. Si sta discorrendo, in pubblico, tra persone mature che fanno questo lavoro da un bel pò di tempo. Marco poi é un ottimo interlocutore e rilancia ed approfondisce. Può sfociare in una discussione sterile come può portare ad una migliore comprensione del problema. Questo vale per qualsiasi interazione linguistica ed il web non fa eccezione.
Sono sicuro che se la discussione prendesse una piega sterile entrambi la smetteremmo immediatamente.
Prendere però una discussione come un processo mi sa che sottende un concetto di discussione fatto di approvazioni e solo di queste. Un comizio elettorale, forse?
b) In pratica stai affermando che non si può discorrere se non con le istituzioni apposite.
Non so dove eri tu nel 1998 ma noi vecchietti abbiamo animato il fenomeno che ha dato vita al WSG in questo modo. Si discorreva nei forum, nei canali IRC, nei newsgroup, dovunque su queste tematiche. Non abbiamo atteso mica che altri (chi poi?) formassero un gruppo per poi parlare con esso e solo con esso.
La discussione é l’anima dei mutamenti e della crescita personale. Se per parlare di politica occorresse rivolgersi solo e sempre al parlamento staremmo peggio di come stiamo ora (che é tutto dire) e mai nessun mutamento sarebbe possibile.
regards.
allora non posso che fermarmi e stare a guardare, o meglio leggere.
italianwebdesign è nata per chi si approccia per la prima volta al webdesign, con i giusti approfondimenti. e il post di bertoni faceva al caso nostro.
il tuo post va oltre la mia comprensione e me ne scuso, dato che nel ’98 lavoravo da un commercialista
ha ragione semioticmonkey dicendo che spesso lavorando per aziende molte grosso l’accessiblità viene poco considerata, anche in agenzie di comunicazione non viene presa porprio in considerazione.
Sbaglia a mio avviso, a non tenerla in considerazione per il futturo del web.
Tutte le applicazioni web ormai sono proiettate verso un web “accessibile”, non tenerne conto è un errore madornale.
Ricordo che Irc sembrava una rivoluzione all’epoca..adesso la rivoluzione sono i blog, nel futuro credo che siano i dispositivi portatili accessibili a tutti. Porpiro chi è un pioneniere del web dovrebbe sapere il web è un entita in evoluzione costante|
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